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Diritto del lavoro

L’impatto dell’Intelligenza Artificiale nel diritto del lavoro

di Stefano Dalle Mura·15 Maggio 2026

Perché l’IA è entrata nel mondo del lavoro

L’Intelligenza Artificiale (IA) è sempre più presente nelle aziende: aiuta a selezionare il personale, organizzare turni, misurare le performance, monitorare l’attività e automatizzare compiti ripetitivi.

Tutto questo avviene mentre il datore di lavoro tratta molti dati personali dei dipendenti, soggetti al GDPR e al Codice privacy, e deve quindi rispettare regole precise su trasparenza, sicurezza e diritti dei lavoratori.

Dove viene usata l’IA nei rapporti di lavoro

Selezione e gestione del personale

  • lettura automatica dei CV;
  • chatbot che fanno una prima intervista;
  • test e analisi dei dati per valutare competenze e potenziale;
  • strumenti che incidono su assunzione, gestione e anche cessazione del rapporto.

Organizzazione del lavoro e controllo

  • algoritmi che assegnano turni, compiti e carichi di lavoro, anche tramite piattaforme digitali;
  • sistemi di monitoraggio negli strumenti di lavoro (pc, smartphone, GPS);
  • IA generativa per scrivere documenti o analizzare dati, con il rischio di “fuga” di informazioni se si usano piattaforme esterne non controllate.

Privacy, controlli e rischi di discriminazione

Dati personali e informativa

Il datore di lavoro è titolare del trattamento dei dati e, se usa l’IA, deve:

  • trattare solo i dati necessari e per finalità chiare e legittime;
  • proteggerli con adeguate misure di sicurezza;
  • informare in modo chiaro i lavoratori su quali dati raccoglie, perché e come li utilizza, anche in smart working.

La legge richiede che l’uso dell’IA sia lecito, corretto, trasparente e comprensibile, con possibilità per il lavoratore di opporsi in certi casi.

Controlli a distanza sugli strumenti di lavoro

Pc, tablet, cellulari e sistemi di accesso possono essere usati anche per controllare l’attività, ma solo se:

  • i lavoratori sono stati informati sui controlli;
  • si rispetta la normativa privacy;
  • eventuali impianti di videosorveglianza o altri strumenti di controllo a distanza sono installati con accordo sindacale o autorizzazione dell’Ispettorato.

Evitare la discriminazione algoritmica

L’IA non può essere usata in modo da discriminare per sesso, età, origine etnica, orientamento sessuale, opinioni politiche o altre condizioni personali.

Questo vale per:

  • selezione del personale;
  • valutazioni e promozioni;
  • assegnazione di incarichi e turni;
  • decisioni disciplinari o licenziamenti.

Trasparenza, salute e benessere organizzativo

Obblighi di trasparenza sui sistemi di IA

Se il datore usa sistemi decisionali o di monitoraggio automatizzati che incidono sul rapporto di lavoro, deve spiegare:

  • quali aspetti del rapporto sono interessati;
  • per quali scopi usa il sistema;
  • in modo comprensibile come funziona, quali dati utilizza e quali sono i possibili rischi, ad esempio discriminazioni.

Deve inoltre informare le rappresentanze sindacali aziendali o territoriali.

Salute, sicurezza e rischi psicosociali

L’uso dell’IA può generare:

  • stress da controllo continuo;
  • eccessiva fiducia nelle decisioni automatiche (automation bias);
  • rischi di sicurezza informatica e fughe di dati.

Per questo l’azienda deve:

  • monitorare il funzionamento dei sistemi di IA e sospenderli in caso di incidenti gravi;
  • formare il personale che li utilizza;
  • mantenere sempre un controllo umano effettivo sulle decisioni più importanti (assunzioni, licenziamenti, sanzioni, valutazioni).

Conclusioni: usare l’IA in modo responsabile

L’Intelligenza Artificiale può portare efficienza e innovazione nella gestione del personale, ma nel diritto del lavoro deve essere usata con prudenza e trasparenza.

Il datore di lavoro che introduce sistemi di IA deve:

  • rispettare le regole su privacy e controlli a distanza;
  • prevenire discriminazioni algoritmiche;
  • informare chiaramente lavoratori e sindacati;
  • garantire sempre un intervento umano sulle decisioni che incidono sui diritti fondamentali dei lavoratori.