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Privacy

Privacy policy chiare e aggiornate: perché per l’imprenditore non è un costo, ma un investimento

di Sara Del Dianda·12 Giugno 2026

Per molte aziende la privacy resta un adempimento percepito come puramente burocratico: documenti lunghi, scritti in un linguaggio tecnico, archiviati e mai più consultati.

Un recente articolo di Nicola Bernardi, presidente di Federprivacy, pubblicato sulla rivista Privacy News, mette in luce un punto centrale per chi fa impresa: un’informativa privacy poco chiara non è solo un rischio legale, ma un vero ostacolo alla fiducia tra azienda e cliente.

Il problema delle informative “illeggibili”

I dati citati nell’articolo sono significativi: una policy media richiede circa 29 minuti di lettura e diversi italiani dichiarano di non leggerla quasi mai, perché troppo complessa. Il risultato è un paradosso: il documento che dovrebbe informare l’interessato finisce per allontanarlo, generando diffidenza proprio dove servirebbe trasparenza.

Cosa rischia concretamente l’imprenditore

Gli articoli 12, 13 e 14 del GDPR non chiedono semplicemente di “avere” un’informativa da dare agli interessati, ma di renderla concisa, trasparente, intelligibile e facilmente accessibile. Un’informativa lunga e incomprensibile per chi la legge può quindi:

  • violare il principio di trasparenza imposto dal Regolamento;
  • non essere considerata conforme, con conseguente rischio di sanzioni;
  • non rispecchiare i trattamenti realmente svolti in azienda (sito, videosorveglianza, tracciamento dei fornitori esterni…);
  • danneggiare l’immagine dell’impresa agli occhi di clienti e dipendenti.

Da dove iniziare: alcuni passi concreti

Per trasformare la privacy da adempimento a strumento di comunicazione e fiducia, è utile:

  • aggiornare le informative ogni volta che cambia qualcosa nell’organizzazione (nuovo sito, nuovo gestionale, nuovi fornitori, nuove finalità di trattamento) per mantenere sempre coerenza tra quanto dichiarato nell’informativa e quanto effettivamente accade in azienda;
  • prevedere una revisione periodica con il proprio consulente privacy, non solo “al bisogno”;
  • semplificare il linguaggio, evitando formule giuridiche fini a sé stesse.

Un approfondimento utile, a disposizione di tutti

Vista l’importanza del tema, Federprivacy ha scelto di rendere liberamente accessibile online l’intera rivista Privacy News (n. 2/2026), così che imprenditori, professionisti e cittadini possano comprendere meglio il valore reale della trasparenza in materia di dati personali.

Un’occasione utile per chi vuole smettere di considerare la privacy un semplice adempimento burocratico, e iniziare a vederla per quello che è davvero: il riflesso concreto di come un’azienda tratta i dati.

Se vuoi capire se le informative della tua azienda sono davvero aggiornate, comprensibili e coerenti con la tua attività, possiamo aiutarti a fare il punto della situazione, partendo da una verifica semplice e concreta dei documenti che hai oggi a disposizione.